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| Oltre la Retìna - Minibasket |
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"OLTRE LA RETÍNA" Progetto che favorisce l'integrazione di bambini con sindrome di Down con coetanei del territorio attraverso il gioco del Minibasket
Il progetto, interamente finanziato dall' Associazione Ri-Diamo ONLUS, è rivolto a bambini con sindrome di Down di età compresa tra 7 e 14 anni che si inseriranno in gruppi di bambini coetanei normodotati nell'attività del Minibasket. Il progetto si propone di realizzare momenti di vera integrazione dei bambini con sindrome di Down e dei bambini normodotati attraverso il gioco del Minibasket. L'esperienza nel campo dello sport vuole essere strumento nell'affermazione delle pari opportunità dei bambini con sindrome di Down attraverso l'acquisizione di nuove competenze dal punto di vista cognitivo, affettivo-relazionale, di nuovi traguardi comportamentali funzionali alla crescita, nonché l'arricchimento sociale del territorio: dare l'opportunità ai bambini normodotati di conoscere la sindrome di Down e crescere nella capacità dell'accoglienza della disabilità. Valore educativo del gioco Minibasket è "la palla",centro di interesse universalmente riconosciuto, qualunque sia la cultura, l'età e la struttura sociale e gioco che ne vuole sottolineare e sfruttare, per gli obiettivi di integrazione e di crescita, la sua pluridimensionalità. L'uso individuale della palla, poi a coppie, infine a gruppi/squadra, dovrebbe essere basato sull'interesse che il bambino ha verso di essa: ciò avviene attraverso il gioco con gli altri bambini in un modo piacevole e divertente. In termini educativi e motori, la palla è il mezzo in cui si possono effettuare esercizi relativi alla: - sensomotorietà (presa della palla); - ideomotricità (lancio della palla). L'ambiente di attività e il lancio rappresentano l'inizio e l'esplorazione dinamica e gioiosa; la presa invece va ad ottimizzare la coordinazione, la capacità di anticipazione e un buon sviluppo delle nozioni spazio-temporali. Queste abilità si apprendono durante lo sviluppo psicomotorio e si affinano con la pratica di esercizi finalizzati. Il momento del tiro poi, è un giusto connubio di esplosività (componente iniziale del gesto) e delicatezza/equilibrio (momento in cui si lascia la palla tra le mani): in questo modo si impara a dosare la forza e ad impiegarla per un fine definito e positivo. Passaggio successivo è il gioco di squadra inteso come momento di socializzazione, di acquisizione di regole, di riconoscimento e rispetto dei ruoli, di obiettivo comune nella cooperazione di gruppo e più in generale di crescita dell'autonomia e conseguentemente della propria autostima e identità. Nella realizzazione del progetto si prevede inoltre l'opportunità di assistere a delle partite di basket del campionato italiano. Il progetto vuol puntare il focus sullo sport come gioco d'insieme, dove ognuno è protagonista del risultato comune grazie al proprio apporto individuale, attraverso il quale coniugare l'integrazione con il divertimento.
Obiettivi Il progetto vuole promuovere una diversa cultura della disabilità intesa come integrazione nel territorio, valorizzare e accrescere le competenze delle persone con sindrome di Down per l'accesso e la frequentazione di discipline sportive, rafforzando le abilità possedute e integrare a livello relazionale promozionale e culturale i diversamente abili con i bambini normodotati. Tutto questo sarà realizzato attraverso gli elementi della socializzazione, lo strumento del gioco, il confronto individuale con il gruppo di pari, l'incontro del gruppo in un ambiente definito e con personale qualificato in ambito educativo e specificatamente in quello della disciplina sportiva.
Si ritengono elementi migliorativi del progetto: * il cambiamento culturale dei cittadini del territorio, garantendo un'ampia visibilità all'iniziativa; * la crescita dei partecipanti, delle famiglie coinvolte, degli operatori e del personale tecnico; * la conoscenza di uno sport di squadra; * il miglioramento dello sviluppo psicomotorio e delle competenze cognitive e affettivo-relazionali dei bambini con sindrome di Down coinvolti; * la crescita nella capacità dell'accoglienza della disabilità; * nel medio-lungo termine, la potenziale riduzione del divario in termini di autonomia fra partecipanti al progetto con SD e persone normodotate.
Lo scopo del progetto è in ultima analisi quello di coniugare la dimensione sociale e sportiva del minibasket con la sua valenza educativo-formativa. In questo modo il bambino con SD può sviluppare maggiormente le proprie abilità cognitive e motorie mediante l'esercizio del gioco e lo svolgimento di attività mirate. Parallelamente il progetto favorisce la crescita dell'autostima nel partecipante, rendendolo protagonista dei propri piccoli-grandi successi personali (saper palleggiare, effettuare dei passaggi con i compagni di squadra, riuscire a fare canestro!). Infine le attività descritte daranno l'opportunità reale di stabilire nuovi rapporti affettivo-relazionali con coetanei normodotati, proprio grazie alla valenza collettiva di uno sport di squadra. In sintesi i risultati finali attesi dal progetto sono:
Nella realizzazione del progetto la modalità dell'integrazione dei bambini con sindrome di Down con i bambini normodotati si realizza in maniera diretta attraverso il gioco, attraverso la condivisione di uno scopo comune, attraverso il divertimento condiviso. In questo l'allenatore è costantemente supportato, durante e prima lo svolgimento dell'attività, dall'operatore AIPD che gli illustra le principali caratteristiche psicologiche dei bambini, gli suggerisce modalità di dialogo e di interazione più semplici, gli propone delle tipologie di attività più congeniali alle caratteristiche fisiche degli utenti. Inoltre l'operatore AIPD interviene in prima persona in tutte quelle situazioni di carattere specifico aventi una valenza più propriamente didattico-educativa quali ad esempio aiutare tutti i bambini coinvolti nella socializzazione, supportarli nelle attività "accessorie" al gioco (cambiarsi, lavarsi, riordinare la borsa, ecc.), essere il punto di riferimento sul campo di gioco per il bambino con SD allo scopo di aiutarlo a colmare il gap con i propri coetanei. Oltre a questo l'operatore AIPD costituisce il tramite tra struttura sportiva di svolgimento dell'attività, utenti e famiglie coinvolte, favorendone il dialogo, lo scambio di informazioni, le richieste di chiarimento, ecc. Infine può farsi promotore di eventi ludici quali festeggiamenti in occasione di compleanni, ricorrenze o altre particolari festività.
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